Il Complesso monumentale di Sant’Apollinare in Baggio

Di Giorgio Uberti


La romanica chiesa sussidiaria di Sant’Apollinare, nominata affettuosamente “chiesa vecchia”, si trova al centro del borgo di Baggio. La prima testimonianza documentata della sua esistenza risale al 1160. Lo storico milanese Giorgio Giulini ne ha attribuito la fondazione ad Anselmo da Baggio, diventato papa con il nome di Alessandro II nel 1061. Recenti studi hanno però messo in dubbio questa teoria anticipando ulteriormente la data della fondazione almeno all’anno mille.

 

La facciata a capanna, ricostruita nel 1875, è completata dalla vistosa presenza di un campanile, alto 27 metri, restaurato dallo Studio Formica nel 2009, la cui edificazione è stata stabilita con certezza al X secolo. Tra i mattoni utilizzati per la sua edificazione ne sono stati trovati alcuni, specialmente nella parte inferiore, risalenti al IV secolo dopo Cristo a testimoniare una probabile presenza di edifici in questo luogo già in epoca romana. 

 Confronto tra il campanile del IX secolo di Santa Maria presso San Satiro (a sinistra) e il campanile del X secolo di Sant’Apollinare in Baggio (a destra).
Confronto tra il campanile del IX secolo di Santa Maria presso San Satiro (a sinistra) e il campanile del X secolo di Sant’Apollinare in Baggio (a destra).

Il complesso monumentale di Sant’Apollinare è completato dalla presenza della canonica, esistente già nel 1581 e ora affidata alla cooperativa Gabbiano Servizi, che dal 1987 si occupa di disabilità. All’interno della chiesa una delle presenze più interessanti è sicuramente l’organo, protagonista del popolare detto va a Bagg a sonà l’òrghen!


L’attuale strumento, fu oggetto di un rimaneggiamento attuato nel 1926 da Edoardo Rossi su un organo, realizzato dal professor Polibio Fumagalli, nel 1888.



Sulla storia di questo luogo è disponibile presso la parrocchia di Sant’Apollinare un volume dal titolo “Il complesso monumentale di Sant’Apollinare in Baggio” scritto nel 2014 dagli storici Marco Peruffo e Giorgio Uberti.


Noi di viverebaggio lo abbiamo comprato e lo consigliamo a tutti. Un libro da centellinare, da leggere con calma, un libro per scoprire, pagina dopo pagina la storia di Baggio, a cavallo fra la realtà e la leggenda... 


E a pag. 97 potrete finalmente scoprire "La vera storia dell'organo di Baggio" e le radici e le origini del famosissimo detto "Ma va a Bagg a sonà l'òrghen".