La Cascina Linterno

Di Giorgio Uberti


Numerose sono le cascine comprese nel territorio di Baggio. La più celebre è certamente Cascina Linterno.


Le prime tracce documentate in cui si parla di una località chiamata Linterno (Infernum) si hanno nella "Carta Investiture" del primo settembre 1154: in questo atto "Infernum" e il suo territorio hanno come proprietario Garicianus detto de Marliano.

 

Nel 1346 questa cascina è segnalata all’interno degli Statuti delle strade e delle acque del contado di Milano. Agli abitanti di questa località spettava la manutenzione della strada che collegava Milano con Cesano Boscone e Cusago.

 

A partire dalla seconda metà del Quattrocento si diffuse la tradizione secondo la quale questo luogo ospitò per  alcuni giorni il poeta Francesco Petrarca durante il suo soggiorno milanese (1360).

 

Nel 1558 i proprietari dei fondi agricoli di pertinenza di questa cascina erano Hienonimo Mamarello e Ambrogio Cavenago. Nelle tabelle dei carichi di sale compilati dal ducato nel 1572 il “territorio dell’inferno” costituiva un comunetto fiscale autonomo nel quale orbitano le cascine Barocco e Moretto. Dal 1757 questo comunetto sarebbe stato aggregato al vicino comune di Sella Nuova, aggregato a sua volta nel 1869 nel Comune di Baggio.

 

Nel sommarione del catasto teresiano del 1722 i proprietari erano tre: gli Acquanio, i Fasolo e i Conti Cavenago. Questi ultimi si tramandavano il fondo ininterrottamente dal Cinquecento fatta eccezione per gli anni ’60 del Seicento durante i quali troviamo proprietari i Marchesi Alessandro e Antonio di Modrone.

 

Domenico Aquanio, uno dei proprietari del fabbricato della Cascina Linterno, nel Settecento fece costruire una cappella nella parte meridionale dell’antica corte. Nel 1753 fece fondere la campana che sarebbe stata collocata su un piccolo campanile eretto sul tetto della casa Aquanio (sul lato occidentale). Infine il 9 ottobre 1754, alla presenza del prevosto di Trenno, Don Flaminio Brugora, la nuova chiesetta fu benedetta e dedicata all’Assunzione della Beata Vergine. Con la sua morte, Domenico Aquanio predispose la celebrazione della messa festiva, per officiare la quale il celebrante sarebbe stato pagato con 30 lire imperiali garantite dai beni posseduti dagli eredi presso la stessa cascina.