Baggio: Inquadramento storico

Di Giorgio Uberti


Il borgo di Baggio, situato a circa otto chilometri a ovest dal centro di Milano, ha origini ancora incerte. Alcune testimonianze archeologiche farebbero risalire al IV secolo dopo Cristo le prime tracce della presenza umana in questo territorio.

 

Grazie allo studio di alcune pergamene conservate all’archivio di Stato di Milano sappiamo che nel dicembre dell’873 fu scritta, per la prima volta, la parola Baggio (De Badaglo), cognome di Tazone, nobile milanese. La prima testimonianza di Baggio come luogo (loco) è però da ascriversi a un’altra pergamena del 955. Entro l’anno mille sappiamo che questi territori diventarono un feudo della potente famiglia dei Da Baggio i quali nel 1061 riuscirono a far eleggere un papa (Alessandro II) e un importante vescovo (Sant’Anselmo), consigliere spirituale di Matilde di Canossa e ora patrono di Mantova.

Dettaglio della pergamena dell’873 d.C. che riporta il nome di Tazone, probabile capostipite della famiglia da Baggio.
Dettaglio della pergamena dell’873 d.C. che riporta il nome di Tazone, probabile capostipite della famiglia da Baggio.

Probabilmente in questo villaggio molti milanesi hanno trovato rifugio durante l’assedio di Milano da parte dell’esercito dell’imperatore Federico Barbarossa nel 1161.

 

Non a caso, a partire da quell’anno, sappiamo con certezza della presenza di una chiesa dedicata a Sant’Apollinare. Già nel 1206, a Baggio, possiamo contare 29 nuclei famigliari.



Capitello corinzio proveniente dalla demolizione della chiesa medievale di Sant’Apollinare. Risale alla seconda metà del primo secolo d.C. È attualmente esposto presso il museo archeologico di Milano (corso Magenta).
Capitello corinzio proveniente dalla demolizione della chiesa medievale di Sant’Apollinare. Risale alla seconda metà del primo secolo d.C. È attualmente esposto presso il museo archeologico di Milano (corso Magenta).

Nel corso dei secoli questo luogo attirò alcune congregazioni religiose: nel XIII secolo arrivarono gli Umiliati, all’inizio del XV secolo gli Olivetani, nel XVI secolo i Gesuiti presero il posto degli Umiliati e infine, nel 1628, la chiesa di Sant’Apollinare (ancora nelle mani della famiglia Baggio) fu consacrata a parrocchia.


Con la fine del XVIII secolo gli ordini religiosi cedettero il posto a grandi famiglie aristocratiche: i Forni, i Nava, i D’Adda, i Blondel e i Gianella. Nel 1869 il comune di Baggio aggregò i comuni di Muggiano e di Sella Nuova superando così i 2.400 abitanti.



Particolare del fonte battesimale raffigurante Papa Alessandro II (al secolo Anselmo da Baggio) risalente alla prima metà del XII secolo conservato presso il museo diocesano di Fidenza.
Particolare del fonte battesimale raffigurante Papa Alessandro II (al secolo Anselmo da Baggio) risalente alla prima metà del XII secolo conservato presso il museo diocesano di Fidenza.

Fino al 1923 Baggio, che ospitava ormai 6.200 abitanti, restò un comune indipendente da Milano. Con l’avvento del fascismo fu annesso alla grande città, assieme ad altri dieci comuni, e la guerra non tardò ad arrivare.

 

Il boom economico degli anni cinquanta ha influito sulla vita di quello che oramai era un quartiere periferico di Milano.

Quasi tutti i suoi abitanti, un tempo contadini, si recavano quotidianamente alle fabbriche di Milano con il tram. Tra gli anni cinquanta e sessanta a Baggio si verificò un grande cambiamento sociale, arrivarono i primi lavoratori dal sud d’Italia. Seguì una fase di grande espansione edilizia che ha visto la demolizione di gran parte della ruralità. Così le cascine hanno ceduto il posto ai condomini e l’asfalto ha mangiato gli ultimi sentieri in terra battuta. 



Tra palazzi più o meno voluminosi, nel 1963, è sorta anche la biblioteca rionale. La presenza di questo edificio fu resa possibile grazie all’aiuto della famiglia Falk. Nello stesso periodo il Comune di Milano acquistò la cascina monastero, sfrattando i suoi ultimi abitanti.


Cosi Baggio, non troppo lentamente, ha cambiato fisionomia. Poche erano ormai le tradizioni che la tenevano legata al suo passato. Una di queste era la sagra, che negli anni ‘60 veniva organizzata dalle numerose osterie, l’altra era il detto “va a Bagg a sonà l’òrghen” che ancora nessuno è riuscito a spiegare ma che, se non altro, è riuscito a portare Baggio oltre i suoi confini.


La mappa del territorio del Comune di Baggio nel 1869 come risultato dell'aggregazione dei Comuni di Assiano, Muggiano e Sella Nuova.
La mappa del territorio del Comune di Baggio nel 1869 come risultato dell'aggregazione dei Comuni di Assiano, Muggiano e Sella Nuova.